MATEMATICA DELLE PAROLE
Siamo di nuovo insieme, cari lettori e amici, per un nuovo appuntamento nel mondo dei giochi enigmistici con le parole, per queste due pagine in cui , per usare una frase che è anch’essa un gioco, “parliamo di parole” e ci divertiamo con le parole.
È ormai la quarta puntata di questa nuova serie, e diventa sempre più difficile mantenere vivi l’attenzione e l’interesse con nuove proposte e nuovi giochi, ma ci proviamo, sperando di riuscirci.
Non perdiamo quindi altro tempo, e guardiamo un po’ senza indugio i giochi proposti nello scorso numero, analizzandoli e commentandoli e ovviamente parlando delle soluzioni.
Nello specifico, come ricorderete, il gioco di cui abbiamo parlato era il cambio di genere, il passaggio cioè tra genere maschile e genere femminile, considerato ovviamente dal punto di vista enigmistico e non da quello grammaticale proprio. Avevo fatto il seguente esempio: se “gatta” è il femminile di “gatto”, “moda” non è il femminile di “modo” secondo la grammatica, ma è proprio un esempio di cambio di genere come gioco enigmistico.
Nel primo dei due giochi, che era del tipo con la soluzione nascosta con le incognite “x”, si parlava di un ricevimento medievale. Svelo subito la soluzione, che è “maniera – maniero”. Si parlava infatti di ricche tavole imbandite che erano ornate alla stessa maniera, appunto. E trattandosi di una festa medievale, dove potevano trovarsi queste tavole se non in una sala di un vecchio maniero, appunto? Tale parola è all’incirca sinonimo di “castello”, che, come è noto, è il primo genere di edificio che viene in mente quando si parla di Medioevo.
Il secondo gioco proposto, invece, era del tipo con la soluzione nascosta dietro il senso apparente delle frasi. La soluzione qui è “Parca – parco”. Il titolo “Risparmia, o ti lascia!” dava l’apparenza di un consiglio dato a un amico invitandolo a essere parsimonioso se non voleva rischiare di essere appunto mollato dalla fidanzata o moglie. “Alfin lei taglierà il filo…” porta alla parola “Parca”. Le tre Parche, nella mitologia romana, erano assimilate alle Moire che, secondo la mitologia greca, eseguivano il destino della vita delle persone paragonato a un filo: Cloto era colei che tesseva il filo, Lachesi colei che lo svolgeva sul fuso, e Atropo colei che lo tagliava (il taglio corrispondeva alla morte, che giunge alla fine della vita).
La seconda parola della soluzione “parco” è un aggettivo dal medesimo, o comunque molto simile, significato di “frugale” che si legge nella seconda frase del gioco (“se non sarai frugale”).
Detto questo sui giochi della scorsa puntata, vediamo ora un nuovo tipo di gioco enigmistico con le parole. È un gioco dal nome un po’ strano e insolito, ma dal meccanismo relativamente semplice. Si chiama infatti “sciarada” (nome strano, ve l’avevo detto, visto che di solito abbiamo parlato di giochi chiamati “cambio di qualcosa” o “aggiunta” o simili) e funziona nel seguente modo: una parola che, aggiunta a un’altra parola, ne forma una terza. Praticamente un’addizione, potremmo dire, sempre proseguendo nel paragone con la matematica. Un esempio pratico: le parole “venti” più “latore” danno “ventilatore”.
Proviamo ora a risolverne alcune:
Spaccando la legna
Sto sudando su un xxxxxx molto duro,
e a xxxx ho la catasta sistemata;
cercherò ora ristoro ed energia
concedendomi un po’ di xxxxxxxxxx.
Un insolito incontro
Dopo aver ben rasato la mia xxxxx,
sono uscito col vecchio amico Xxxxxx.
Era sera e, nel campo lì vicino,
abbiam visto volare un xxxxxxxxxxx.
Concerto di un cantante anni Sessanta
Spedisco l’invito… c’è Tessuto… che suona a Napoli.
Le soluzioni, come sempre, nella prossima puntata. A.P.
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