Il Leonardo
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20 Marzo 2004 n.26
 



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MATEMATICA DELLE PAROLE

Siete pronti? Allora via, partiamo con una nuova puntata del nostro angolo di giochi matematici delle parole, che spero possano essere contemporaneamente divertenti e utili.

In questa occasione, come molti certamente avranno notato, torno ad aprire la puntata con una parola che fa parte della soluzione del gioco enigmistico proposto nel numero scorso. La parola è “pronti”. Ricordate? Il gioco era una zeppa, e la soluzione era appunto “ponti – pronti”. Si parlava di un libro sui proverbi, si citava il noto proverbio “A nemico che fugge, ponti d’oro” e si diceva che tali detti antichi, tramandatici dagli avi, sono pronti all’uso. Le parole che costituivano la soluzione erano nascoste dalle ormai familiari incognite x e y.

Proviamo ora, invece, a risolvere una zeppa in un gioco di quelli senza le incognite, con la soluzione nascosta dietro il senso apparente delle frasi. Per facilitare il compito, diciamo che la lettera da aggiungere è una vocale e che le due parole hanno rispettivamente 5 e 6 lettere.

Marito e moglie in disaccordo

Lui è portato a celebrare…

mentre lei suol separare.

Saltando di palo in frasca, parliamo ora di un altro tipo di giochi enigmistici con le parole. Si tratta di giochi strutturati nello stesso modo di quelli che abbiamo visto finora: brevi composizioni poetiche o simil-poetiche, con soluzione che consiste in parole nascoste o da incognite o dietro il senso apparente delle frasi. La differenza sta in questo: nei giochi visti finora (tranne il primo, l’indovinello) si trattava di aggiungere o cambiare singole lettere o sillabe; in quest’altro tipo di giochi (che chiameremo “falsi alterati”) la soluzione è costituita da due parole, una delle quali è un falso alterato dell’altra.

Mi spiego meglio. Un nome alterato è un nome cui è stato aggiunto un suffisso (gruppo di lettere in fine di parola) che lo trasforma di “grado”, per così dire: così, il suffisso –one altera il nome in senso accrescitivo; il suffisso –ino in senso diminutivo; i vari –ello, -etto, -uccio in senso vezzeggiativo; il suffisso –accio in senso peggiorativo (o dispregiativo), eccetera. Il falso alterato, quindi, è un nome che solo apparentemente è l’alterato di un altro, e ha invece un significato del tutto estraneo.

Anche qui, come altre volte nella rubrica, sarà valido un esempio tratto dalla realtà. Una sera ero in automobile, di ritorno dal lavoro, con un mio collega. Non ricordo esattamente di cosa stessimo parlando, ma ricordo che a un certo punto lui, riferendosi a qualcosa che gli metteva una certa tristezza, disse: « Mi viene un groppone alla gola». Correttamente si dice “un groppo alla gola”. La parola “groppone”, appunto, è un falso alterato accrescitivo di “groppo”. In realtà ha un significato del tutto estraneo: è accrescitivo di “groppa” e significa “schiena” (viene usato di solito nelle locuzioni del tipo “piegare il groppone” = faticare e “stare sul groppone di qualcuno” = vivere a sue spese).

Vediamo ora un gioco con falso accrescitivo.

Povero asinello…

Se si ribella al xxxxx da portare,

presto il xxxxxxx lui dovrà assaggiare.

Per le soluzioni dei giochi, come sempre, appuntamento al prossimo numero. A.P.

 
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