MATEMATICA DELLE PAROLE
Siete pronti? Allora via, partiamo con una nuova puntata del nostro angolo di giochi
matematici delle parole, che spero possano essere contemporaneamente divertenti e
utili.
In questa occasione, come molti certamente avranno notato, torno ad aprire la puntata
con una parola che fa parte della soluzione del gioco enigmistico proposto nel numero
scorso. La parola è “pronti”. Ricordate? Il gioco era una zeppa,
e la soluzione era appunto “ponti – pronti”. Si parlava di un libro
sui proverbi, si citava il noto proverbio “A nemico che fugge, ponti d’oro” e
si diceva che tali detti antichi, tramandatici dagli avi, sono pronti all’uso.
Le parole che costituivano la soluzione erano nascoste dalle ormai familiari incognite
x e y.
Proviamo ora, invece, a risolvere una zeppa in un gioco di quelli senza le incognite,
con la soluzione nascosta dietro il senso apparente delle frasi. Per facilitare il
compito, diciamo che la lettera da aggiungere è una vocale e che le due parole
hanno rispettivamente 5 e 6 lettere.
Marito e moglie in disaccordo
Lui è portato a celebrare…
mentre lei suol separare.
Saltando di palo in frasca, parliamo ora di un altro tipo di giochi enigmistici
con le parole. Si tratta di giochi strutturati nello stesso modo di quelli che abbiamo
visto finora: brevi composizioni poetiche o simil-poetiche, con soluzione che consiste
in parole nascoste o da incognite o dietro il senso apparente delle frasi. La differenza
sta in questo: nei giochi visti finora (tranne il primo, l’indovinello) si
trattava di aggiungere o cambiare singole lettere o sillabe; in quest’altro
tipo di giochi (che chiameremo “falsi alterati”) la soluzione è costituita
da due parole, una delle quali è un falso alterato dell’altra.
Mi spiego meglio. Un nome alterato è un nome cui è stato aggiunto
un suffisso (gruppo di lettere in fine di parola) che lo trasforma di “grado”,
per così dire: così, il suffisso –one altera il nome in senso
accrescitivo; il suffisso –ino in senso diminutivo; i vari –ello, -etto,
-uccio in senso vezzeggiativo; il suffisso –accio in senso peggiorativo (o
dispregiativo), eccetera. Il falso alterato, quindi, è un nome che solo apparentemente è l’alterato
di un altro, e ha invece un significato del tutto estraneo.
Anche qui, come altre volte nella rubrica, sarà valido un esempio tratto
dalla realtà. Una sera ero in automobile, di ritorno dal lavoro, con un mio
collega. Non ricordo esattamente di cosa stessimo parlando, ma ricordo che a un certo
punto lui, riferendosi a qualcosa che gli metteva una certa tristezza, disse: « Mi
viene un groppone alla gola». Correttamente si dice “un groppo alla gola”.
La parola “groppone”, appunto, è un falso alterato accrescitivo
di “groppo”. In realtà ha un significato del tutto estraneo: è accrescitivo
di “groppa” e significa “schiena” (viene usato di solito
nelle locuzioni del tipo “piegare il groppone” = faticare e “stare
sul groppone di qualcuno” = vivere a sue spese).
Vediamo ora un gioco con falso accrescitivo.
Povero asinello…
Se si ribella al xxxxx da portare,
presto il xxxxxxx lui dovrà assaggiare.
Per le soluzioni dei giochi, come sempre, appuntamento al prossimo numero. A.P. |